Ntr’all’aria serena… … senza finete…

Nicola Manieri-Elia – “Un campo di fiori”- olio su tela – 1971
Nicola Manieri-Elia – “Un campo di fiori”- olio su tela – 1971

L’atmosfera magica di una limpida giornata di primavera nello sguardo e nella mente di un bambino, che seduto per terra a cogliere fiori campestri, osserva i solchi di un tratturo antico che si perdono nel terreno, in un silenzio che sa di pace e di arcano. Sensazione di serenità non rotta, ma completata dal rumore sordo e ripetitivo di un piccolo aereo da turismo che volteggia nel cielo terso, come una nota di presente dinamismo, in quel silenzio statico che sembra provenire dal passato. Un’atmosfera che pare permeata da un’armonia che si concretizza in una evidente mancanza di contrasti, tra silenzio e rumore, tra vecchio e nuovo, tra passato e presente. Due mondi, antico e presente, sembra che si integrino e completino a vicenda senza contrapposizioni ne delimitazioni nette, nella semplicità dell’animo di un bambino come in un positivo, armonico processo del divenire, in cui “l’antico” si continua positivamente e armonicamente nel “nuovo”.

‘Ntr’all’aria serena…

… senza finete…

Luntanu…

romba chianu nn’areoplanu,.

comu nn’ecu ca si perde tranquilla

ntr’ll’aria serena ti nnu celu ca brilla.

 

‘Ntra nnu campu ti fiuri e di erbe,

e nna macchia ti tumi si perde

nna strata ti cuezzi signata

ti ciucci e traìni, nna fiata.

 

Agnone, ssittatu ‘ntr’all’erba,

cugghìa papaveri e spàtuddhre a nterra

e cuardava ddha strata spirduta,

nna fiata mportante… mo quasi sparuta.

 

Ddhi surchi ti traìni ti nna fiata

tra rumuri e culuri ti ddh’aria ‘ncantata

parìanu  to mundi:  anticu e presente

mbiscati senza finete  intr’alla mente.

 

         Nicola Manieri Elia

Nardò 15/11/2001

1)La mitologica “Eco” che in luoghi simili a questi aveva già suggestionato, millenni orsono, la fantasia dei nostri predecessori, torna qui ad impressionare l’osservazione di un bambino, sottoforma del rombare di un piccolo aereo da turismo nel cielo brillante di una tranquilla giornata di primavera.

2) “Tra un campo di fiori e di erbe ed una macchia di timi (tumi) si perde (nel senso di:  riaffiora per poi scomparire) una strada rocciosa segnata da cavalli (ciucci) e traini in un tempo passato (= nna fiata)”. Le vestigia di un tratturo antico che emergono da un campo di fiori , sembrano come segni concreti del mondo passato che continua a vivere nel presente.

3) lett.: “Raccoglievo papaveri e gladioli selvatici per terra”.  Spatuddhe = Piccoli gladioli botanici, bulbose di colore rosa/violetto, che fioriscono in primavera insieme ai papaveri ed altri innumerevoli fiori botanici nei campi incolti ma anche nel seminativo. Spatuddhe e gladioli, due termini apparentemente così diversi, hanno però in comune, riflettendo in senso etimologico,  il termine “spada” che sta evidentemente ad indicare la forma del fiore.

4) Finete = massi o pietre che venivano conficcate nel terreno per delineare i confini delle proprietà.